Decreto flussi 2016, nulla osta lavoro stagionale

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Portale immigrazione Nuovo decreto flussi 2016

Quest’anno, diversamente dagli anni passati, il decreto flussi 2016 verrà pubblicato in modo tempestivo permettendo così alle imprese agricole di usufruire di lavoratori stranieri anche per le prime raccolte che iniziano già nei mesi di marzo 2016.

Indiscrezioni di Palazzo vogliono infatti che da qui a pochi giorni verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto flussi 2016 che permetterà a circa 30.000 lavoratori stranieri di accedere al nostro paese.

Dall’analisi di quanto trapelato finora, però, queste 30.000 quote di cui si comporrà il nuovo decreto flussi 2016 saranno solo in minima parte destinate a quegli stranieri che hanno richiesto di entrare in Italia per svolgere una attività lavorativa a tempo indeterminato mentre in gran parte si tratterà di lavoratori stagionali, che dunque dovranno tornare ad uscire dall’Italia al termine dell’attività lavorativa.

Se i numeri trapelati verranno confermati sulla carta, su 30.000 quote complessive di cui si comporrà il decreto flussi 2016, ben 13.000 saranno destinate ai lavoratori stagionali che verranno per lo più impiegati in agricoltura.

I commenti delle associazioni di categorie al nuovo decreto flussi

Le associazioni di categoria hanno espresso la propria soddisfazione in merito, segnalando come il fatto che il decreto flussi venga pubblicato così presto permetterà già di assumere i primi lavoratori stranieri durante l’inizio della primavera 2016.

A decreto flussi pubblicato, infatti, potranno essere inoltrare le domande di assunzione e si darà così avvio all’iter per l’assunzione dei lavoratori extracomunitari.

Però, mentre dal mondo dell’agricoltura giunge un plauso, forti critiche giungono da tutti gli altri settori economici, i quali segnalano come questo decreto flussi 2016 sia fortemente influenzato dalla crisi migratoria in essere e non tenga conto di una pianificazione migratoria, cosa che invece l’Italia necessita.

In particolare viene fatto notare come realmente ci saranno pochi ingressi per lavoro autonomo e subordinato, visto che, oltre le 13.000 quote di stagionali già citate, il decreto flussi conterrà circa 12.000 conversioni in permessi per lavoro di permessi rilasciati per altri motivi. Quindi, su 30.000 quote, circa 25.000 saranno per stagionali e conversioni di permessi di soggiorno appartenenti a stranieri che già sono presenti in Italia, mentre solo 5.000 saranno nuovi permessi di lavoro.

La modello Cmotivazione per un così esiguo numero di nuovi permessi di lavoro sembrerebbe risiedere nella crisi economica che ha ridotto al minimo i posti di lavoro disponibili, tanto che neppure gli italiani trovano lavoro.

Tuttavia se questo ragionamento da un lato sembra essere condivisibile, dall’altro mostra tutta la sua debolezza: chiudendo la possibilità di entrare in Italia legalmente, di fatto, non si fa altro che incentivare l’immigrazione clandestina.

I migranti provenienti dall’Africa, infatti, in fuga da zone di guerra e alla ricerca di un miglioramento delle condizioni di vita, in questo modo non troveranno altra soluzione, per entrare in Italia, ed in Europa in genere, che farlo in modo illegale, via Mediterraneo, con tutte le problematiche e criticità che la cronaca ci ha abituato in questi ultimi anni.

Le proiezioni sull’invecchiamento della popolazione, invece, fanno emergere come l’Italia abbia bisogno di manodopera straniera nei prossimi anni e per questo si dovrebbe fin d’ora pianificare una politica migratoria definita, che permetta di allentare oggi la pressione sul Mediterraneo e di avere già a disposizione nel futuro quella manodopera di cui si necessiterà.

Le date dell’invio telematico

Già dal 3 febbraio 2016 sarà possibile preparare domanda di permesso di soggiorno online, attraverso il sito del Ministero dell’Interno nullaostalavoro.dlci.interno.it per quegli stranieri che richiedono un permesso di lavoro non stagionale e per coloro che richiedono la conversione in permessi di soggiorno per lavoro dei permessi di soggiorno già rilasciati per differenti motivi. Tali domande, una volta completate, potranno poi essere inviate a partire dal 9 febbraio 2016.

Dal 10 febbraio 2016, invece, sempre nel medesimo sito del Ministero dell’Interno si potrà iniziare a preparare la domanda per i lavoratori stagionali extracomunitari; tali domande si potranno poi inviare a partire dal 17 febbraio 2016.

Il contenuto del decreto flussi 2016

Analizzando il contenuto del decreto flussi 2016, le quote di cui si compone sono solo in minima parte destinate a quegli stranieri che hanno richiesto di entrare in Italia per svolgere una attività lavorativa a tempo indeterminato mentre in gran parte si tratta di lavoratori stagionali, che dunque dovranno tornare ad uscire dall’Italia al termine dell’attività lavorativa.

stagionali 2015Infatti su 30.850 quote complessive previste nel decreto flussi 2016, ben 13.000 sono destinate ai lavoratori stagionali che verranno per lo più impiegati in agricoltura. Le associazioni di categoria hanno espresso la propria soddisfazione in merito, segnalando come il fatto che il decreto flussi venga pubblicato così presto permetterà già di assumere i primi lavoratori stranieri durante l’inizio della primavera 2016.

Però, mentre dal mondo dell’agricoltura giunge un plauso, forti critiche giungono da tutti gli altri settori economici, i quali segnalano come questo decreto flussi 2016 sia fortemente influenzato dalla crisi migratoria in essere e non tenga conto di una pianificazione migratoria, cosa che invece l’Italia necessita.

In particolare viene fatto notare come realmente ci saranno pochi ingressi per lavoro autonomo e subordinato, visto che, oltre le 13.000 quote di stagionali già citate, il decreto flussi conterrà circa 14.250 conversioni in permessi per lavoro di permessi rilasciati per altri motivi.

Le Quote Flussi 2016

Nel dettaglio 12.400 permessi già rilasciati potranno essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e così ripartiti:

  • 6.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale,
  • 4.600 permessi di soggiorno per lavoro stagionale 
  • 1.300 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione Europea.

Mentre i residui 1.850 permessi di lavoro mancanti per giungere alla quota di 14.250 conversioni ammesse riguardano permessi già emessi che potranno essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro autonomo: nel dettaglio troviamo la possibilità di convertire 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale e 350 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione Europea.

Quindi, su 30.850 quote, 27.250 saranno per stagionali e conversioni di permessi di soggiorno appartenenti a stranieri che già sono presenti in Italia, mentre solo 3.600 saranno nuovi ingressi non stagionali.

Nello specifico viene data la possibilità di entrare in Italia con regolare permesso di soggiorno a:

100 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile

100 lavoratori cittadini di Paesi non comunitari che hanno partecipato all’Esposizione Universale di Milano 2015 

lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;

2.400 lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie:

  • cittadini stranieri che intendono costituire imprese “start-up innovative” ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa;
  • liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
  • artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n.850;
  • titolari di cariche di amministrazione o di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n.850;
  • imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500 mila euro e proveniente da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro.

fonte : stranieriinitalia

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione, permessi di soggiorno e diritto degli stranieri

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